GLI ECCIDI dei SaBoia

Vittorio Emanuele II che mise a ferro e fuoco il Sud: i morti furono oltre un milione, gli emigranti, a causa di quella invasione, furono 25 milioni in 83 anni di regno.
Gli eccidi? Tanti e senza soluzione di continuità:
Genova-1849, 700 repubblicani massacrati a cannonate, donne e bambini stuprati, chiese spogliate, ruberie.
1860. A Bronte, Regalbuto, Linguaglossa e in tutta la costa occidentale della Sicilia vi furono fucilazioni orribili da parte di Nino Bixio, vero assassino di gente inerme.
1860-61. Gaeta fu rasa al suolo per ordine di Cavour, 160 mila bombe e proiettili caddero sulla città, i morti tra i Borboni furono 850, tra i civili oltre duemila. Il generale Cialdini, macellaio di corte, fece sparare sulla fortezza anche durante l’armistizio. Disse che le bombe erano cieche e sorde. Gaeta fu espropriata del suo demanio, fu castigata per sempre, la sua gente laboriosa fu condannata a morte dallo Stato sabaudo, chi scampò alle fucilazioni fu costretto ad emigrare.
Torino-1853- Cavour diede ordine di sparare sulla folla che protestava nei pressi della sua villa a Moncalieri. Il popolo fu abbattuto dai micidiali colpi dell’esercito. La gente protestava per la mancanza di grano e per la fame. I morti non si contarono, forse furono 80, i feriti centinaia. Cavour era il proprietario di quasi tutti i mulini del Piemonte, voleva speculare sul prezzo della farina. Alla sua morte lasciò un’eredità di 14 milioni del tempo (metà del Pil del Piemonte, c’è chi dice che ne lasciò 40).
Agosto 1861- a Teramo furono fucilati 526 contadini in una settimana, furono scannati donne e bambini.
Furono datti alle fiamme Vena Martello, San Vito, Pagese, San Martino. I morti furono centinaia.
Luglio 1861- Ad Auletta gli abitanti fucilati dai mercenari magiari furono 45.
Montecillone, 60 fucilati.
Gioia del Colle, 159 fucilati.
Vieste, centinaia di morti,
Sant’Eramo in Colle, altrettanti.
Pietrelcina, 40 fucilati.
Paduli, 5 fucilati.
Nola, 232 fucilati.
Scurcola, la strade della cittadina erano coperte di cadaveri, tutti fucilati o uccisi. Il colonnello Quintini, da solo ne fucilò 50.
Casamari. Fucilati altri 50 contadini.
Montefalcione, 150 fucilati.
Pontelandolfo, 1000 morti fucilati e arrostiti nell’incendio.
Il Sud fu messo in stato d’assedio per dieci anni, i morti superarono il milione.
In Calabria il colonnello Milon e il generale Sacchi fucilarono i nostri paesani fino al 1870.
A Torino nel 1864 le truppe del generale Della Rocca spararono sulla folla inerme, i morti furono 50.
Nel 1866 i siciliani si rivoltarono contro i piemontesi, i morti furono migliaia, Palermo fu bombardata da terra e dal mare.
1892. I fasci siciliani, libere associazioni di contadini socialisti e cattolici furono sgominate dall’esercito del garibaldino Francesco Crispi. I contadini reclamavano le terre, ricevevano pallottole. I morti furono centinaia.
1869, a Bologna, Reggio Emilia, Parma vi furono 21 morti a causa della Tassa sul macinato voluta da Quintino Sella, in tutta Italia i morti furono 250, i feriti 4000.
A Milano, nel 1898 il generale Bava Beccaris fece sparare sulla folla affamata da anni di malgoverno, i morti furono 300. Fu insignito di medaglia d’oro dal re Buono.
Guerre coloniali
In Libia i fucilati ed impiccati furono oltre duecentomila, e dove non poterono i fucili e le corde fasciste arrivarono gli aerei a buttare gas nervini.
La stessa cosa successe in Etiopia dove il generale Graziani a Debre Libanos fu il mandante di una strage efferata, i morti furono oltre 30 mila, compreso i monaci del più grande ed autorevole convento copto.
1918, i morti della prima guerra mondiale assommano a 600.000, centinaia di calabresi fucilati perché ritenuti disertori, in realtà non capivano gli ordini degli ufficiali piemontesi che parlavano francese.
1943-45, i morti italiano assommano a 2,500,000, quelli europei a 50 milioni. campi di concentramento si scoprono in Germania, ma quelli fascisti non sono da meno, a Fossoli, a Trieste e soprattutto quelli in Jugoslavi erano frutto della protervia savoiarda. generali come Roatta, Robotti, Graziani ed altri si macchiarono di crimini infami. In Jugoslavia i morti furono 2 milioni.
Quella repubblicana? È un’altra storia, storia che ci viene dal terrorismo risorgimentale. Le brigate rosse e quelle nere sono figlie di quell’epopea di morte.

Il Sud nel 1861 era ricco e prospero, le sue industrie davano lavoro a 1.800.000 persone, i contadini erano 3.500.000, la disoccupazione non esisteva. A San Leucio, a Tresagne, a Ponza, a Ventotene, e in molti altri luoghi nacquero le prime comunità socialiste del mondo. l’emigrazione era parola sconosciuta.

Poi vennero i liberatori savoiardi, ci affamarono, ci impiccarono, misero il Sud a ferro e fuoco e mentre Franceschiello e sua moglie resistettero da eroi a Gaeta durante l’assedio, Vittorio Emanuele III, detto il re soldato, l’8 settembre fuggì come un codardo verso il sud conquistato solo 83 anni prima da suo nonno. Corsi e ricorsi della storia.
di Antonio Ciano

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